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UMPFGRRRRRR

Accidenti a me e alla mia sbadataggine, ieri sera ho distrutto lo schermo del mio amato portatile…

L’avevo lasciato per terra accanto al letto e ieri sono entrata in stanza al buio senza ricordarmene e l’ho calpestato con il mio dolce peso…

Sono arrabbiatissima con me stessa, ma non serve a molto.

Appena successo sono scoppiata in singhiozzi come una cretina, e Dolcemetà mi stava consolando, quando lo sento dire: “Eh no, però, non su due fronti!”, e mi accorgo che la Pippi che stava dormendo deve avermi sentita e si è svegliata piangendo anche lei. Un bel coretto serale per i vicini! Ovviamente lui è andato a calmare la Pippi, e io ho guardato i resti del mio glorioso primo portatile asciugandomi le lacrimucce. Ha sullo schermo un bel semicerchio nero, che però non ha colpito la parte centrale e quindi si riesce ancora a leggere. Quindi mi sa che me lo terrò così, acciaccato, finché dura. Anche se Dolcemetà si è offerto di regalarmi la metà di uno nuovo. E’ un tesoro. Vedremo. Ci sono i MacBook della Apple che fanno capolino dai banconi dei negozi di elettronica, e mi lanciano occhiate ipnotiche da novelle sirene omeriche tutti lucenti e seducenti come solitari di Cartier. Ma se mi giro verso il mio piccolo amato vecchio portatile, che da chiuso fa mostra di essere ancora in perfetta forma, ma se lo apri fa il triste effetto di un sufflé tirato fuori dal forno troppo presto, mi prende un po’ di nostalgia. E mi sento in colpa. Quindi me lo terrò. Acciaccato. Me lo merito.

Adesso guglo “portatili Apple” e sogno.

Sbadatamente vostra,

SM

Idleness

Non so, non riesco a levarmi di dosso quest’inquietudine. Sono strana, stanca, insoddisfatta, c’è qualcosa che non va. Vorrei tanto essere la mamma perfetta, la compagna perfetta, ma sono ben lontana da questo obiettivo.

Ho un sacco di idee, di cose che vorrei fare, e poi mi impantano in un limbo immobile… finisco come un’ameba davanti alla tele, o mi metto a leggere un libro, che è mille volte meglio ma che comunque mi fa perdere tempo prezioso. Sono però felice di riuscire a leggere di nuovo.

Da quando sono rimasta incinta non ho più aperto un libro che non fosse di “consigli pratici per supermamme” e mi mancava farmi prendere da un libro “vero” e riuscire a entrare in un mondo sconosciuto, ma che in poche pagine diventa mio… con quell’urgenza di “andare a vedere come va a finire”, con il pensiero sempre lì anche mentre stai cucinando, lavorando, giocando con la bimba… e quando dorme… correre a leggere e salutare i personaggi pensando “scusa se ti ho lasciato lì in sospeso, vai pure avanti… ti ascolto”.

Mi sembra come di fare un torto ai protagonisti del libro se non arrivo fino in fondo, se non li seguo nel racconto. E’ come se per colpa mia fossero obbligati a stare immobili dentro degli infiniti puntini di sospensione. Perché non possono andare avanti, senza di me, e allo stesso tempo il loro percorso è già segnato, e non si può fare niente per cambiarlo.

In questo periodo i miei svaghi sono pochi. La lettura mi fa uscire dalla routine e mi fa sentire più leggera. La tv invece mi intristisce e mi fa sentire vuota. E non ci si sente più leggeri se si è vuoti.

Penso a quante cose si lasciano in sospeso per pigrizia, o per stanchezza. Quante cose invece bisogna fare, anche se non si vuole e se ne farebbe volentieri a meno.

In questi ultimi mesi non ho avuto vita di coppia, non ho avuto amici (o forse qualcuno sì, ma distanti), nessun tempo per gli hobby e men che meno per lo sport (il che però mi fa solo piacere, lo ammetto), solo lavoro e rapporti da madre e da figlia, e il ruolo mi sta stretto. Non si può passare le giornate a fare soltanto la madre lavoratrice e la figlia consolatrice di genitori piuttosto acciaccati e malcontenti. O almeno non è questo che voglio. Vorrei essere madre di più, e figlia di meno. Donna di più, e donna delle pulizie di meno. Giovane di più, e vita-da-pensionata-a-cui-però-tocca-lavorare di meno.

Chiedo troppo? Sono io forse che non mi accontento, e che penso che la vita sia molto di più che doversi sobbarcare i problemi e i bisogni altrui, sacrificando i propri al punto che non sai neanche più quali sono? E perché poi continuo a farlo, e non la smetto di preoccuparmi dei problemi degli altri?

Non sono contenta. Non lo sono proprio. E non so neanche se sia il caso di girare pagina e andare avanti a vedere come va a finire. Preferisco leggermi la vita di qualcun altro, intontirmi di lettura, e poi lamentarmi se nella mia non cambia niente.

Sospesamente vostra,

SM

Nonsense

Ci sono dei momenti in cui fatico a capire, in cui mi sento ignorata, sola, trascurata… trasparente. Ci sono dei momenti che mi fanno venire voglia di mandare tutto all’aria e ricominciare da capo. Ci sono dei momenti in cui la pazienza finisce, in cui le promesse non si ascoltano più, e aspettare diventa un obbligo, non una scelta. Ci sono dei momenti in cui smetto di crederci, in cui credo solo a quello che vedo, e quello che vedo a volte… non è quello che vorrei.

Sono momenti in cui vorrei piangere e impuntare i piedi come una bambina, in cui vorrei gridare e strepitare, in cui mi sento arrabbiata e risentita, momenti in cui non sono io, in cui non mi piaccio.

Momenti che non sono più solo momenti, ma ore, giorni, settimane…

Momenti che, in quanto momenti, spero svaniscano in fretta.

Che mi serva un MomentAcccht?

Ieri stavo andando a prendere la Pippi dai miei, quando sotto casa mi ha fermato il giardiniere tuttofare, amico di famiglia da tantissimi anni. Si è avvicinato alla macchina e mi ha dato una bellissima violetta che ha colto nel prato del giardino dei miei.

E’ stato un gesto inaspettato, tenerissimo, che mi ha commosso. E mi ha fatto anche molto piacere.

Ieri ho ricevuto una telefonata dalla nuova inquilina della nostra vecchia casa. Ci abitavamo 2 anni fa, ed era una casa bellissima, con un sacco di spazio e di stanze, addirittura tre bagni, insomma uno stra-lusso. Purtroppo era in affitto ed era cara, e a un certo punto abbiamo dovuto fare due conti e decidere di trasferirci in un appartamento più piccolo, ma carino, con un solo bagno e niente a che vedere con gli spazi e il terrazzo magnifico con pergolato dell’altro appartamento. Il passaggio è stato abbastanza indolore… la nuova casa è più piccola ma più “accogliente” e ci siamo subito abituati, al punto che dell’altra ci siamo presto dimenticati. O almeno così pensavo.
La signora al telefono mi ha detto che aveva una nostra vecchia bolletta, e che se volevamo potevamo andare a prenderla. Io e Dolcemetà ne abbiamo approfittato per fare una passeggiata insieme, dato che la Pippi è al mare, e ci siamo andati.
Rivedere quella casa mi ha improvvisamente e imprevedibilmente sconvolto. Sono entrata nella “nostra” cucina e mi è venuto un groppo in gola… Sono successe tante cose in quella cucina… è lì che Dolcemetà mi ha chiesto di andare a vivere insieme mentre con aria indifferente tagliava la carne per la cena, è lì che ci incontravamo dopo le giornate di lavoro per parlare un po’, è proprio su quella penisola in finto marmo che ci è capitato di fare del sesso meraviglioso ed è sempre lì che abbiamo invitato gli amici, riso e scherzato con loro…
Mi pareva di sentire nell’aria le nostre risate, di rivederci ancora sorridenti e innamorati, di annusare di nuovo il profumo delle cenette meravigliose che lui preparava per me. E improvvisamente mi è saltata agli occhi l’immagine di come è stata finora la nostra vita nella nuova casa, piacevole ma piena di problemi e difficoltà, che nell’altra ancora non c’erano. La nuova casa ovviamente è più bella da quando c’è la Pippi, e non è che mi ci trovi male, è che le cose al tempo della super-casa erano più semplici, e mi sembra si ridesse di più.
Adesso siamo molto più tesi, ci sono più responsabilità e più cose da fare, e il tempo per noi è così poco che mi sembra che fugga via senza che ci riusciamo mai a incontrare.
Insomma, sono uscita in strada e sono scoppiata a piangere, così, di getto, senza riuscire a trattenermi. Non me l’aspettavo e la cosa è stata ancora più sconvolgente per questo. Dolcemetà era sorpreso, la vecchia casa non gli ha fatto l’effetto che ha fatto a me e cercava di consolarmi.
A un certo punto ci siamo baciati, e mi sono resa conto di quanto tempo era che non ci baciavamo in pubblico. Ci siamo appoggiati a una ringhiera nel parco e ci siamo un po’ coccolati, ma sto parlando di semplici abbracci con le mani stra-ferme e qualche bacetto sul collo.
Beh, da una panchina lì vicino è arrivata una voce agitata che urlava: “Ignoranti! L’avete finita? Sporconi ignoranti!”.
Beh, noi siamo caduti dalle nuvole e ci siamo girati… c’era un vecchietto probabilmente fuori di testa e tutto agitato che muoveva le braccia e urlava dandoci degli ignoranti, con sua moglie che continuava a dirgli “Taci, siediti e stai zitto” e lui che continuava a inveire. Guardandoci increduli abbiamo deciso di andarcene, commentando la scena.
Dopo tutto questo tempo che non ci capitava di avere un minuto per noi, e che ci è capitato di abbracciarci un po’ anche se in pubblico, ma ripeto, non facevamo niente di offensivo per il comune senso del pudore, ci sentiamo apostrofare in quella maniera… Perché “sporconi” se vuoi ci stava… ma “ignoranti”?
Insomma, alla fine ci è venuto da ridere, e il rientro a casa è stato più leggero; ho smesso di pensare alla vecchia casa, e ho cominciato a pensare a come far diventare questa nostra nuova casa un luogo felice e spensierato come la precedente. C’è da lavorare ma ci possiamo riuscire!

Baciandoci in privato e con le tende tirate, comunque… non si sa mai!!!!!
Aboccaapertamente Vostra
SM

E io pago…

Sono di nuovo in partenza ma prima di tornarmene al mare a rivedere la Pippi voglio raccontarvi qualcosa dell’avventura al mare con nonni, nipoti, gatto, ecc.
Il primo problema è stato che la casa non era poi così grande e che ci siamo dovuti un po’ accampare (io in una stanza 3×4 con i tre bambini, mia madre sul divano in soggiorno e mio padre da solo in una doppia perché russa talmente forte che abbiamo preferito dormire scomodi noi che dormire con lui vicino!). Oltre al sottofondo rumoroso del babbo c’era anche quella rompicoglioni della gatta dei miei che ovviamente dopo aver dormito tutto il giorno la notte si dilettava a grattare sulle nostre porte per venirci a trovare. Me la sono trovata più di una volta a 3 cm dal viso… e non è simpatico aprire gli occhi tutta assonata e trovarsi un deretano ciccione di gatto davanti quando non ci sei abituato!
La Pippi invece è stata bravissima e ha dormito tutte le notti come a casa, senza svegliarsi (quasi) mai.
Il secondo GROSSO problema quando hai con te due bambini di 8 e 10 anni è stato il tempo schifoso… Ha piovuto continuamente e questo ha apportato un danno significativo alle mie tasche dovendo pagare per sale giochi, rettilari, e gigiate varie per intrattenere i due scalmanati che altrimenti sempre in casa davano i numeri. E quando mia madre ha detto a mia sorella, dopo che glieli abbiamo riportati: “Eh, li abbiamo portati a fare un sacco di cose (allo zoo, alle giostre, ecc.) si è sentita rispondere: “Ah, ma i miei bambini si accontentano anche di un secchiello e di una paletta”. COOOOOSA? Un secchiello e una paletta? Peccato che con la pioggia il secchiello e la paletta non servano a molto e che i suoi bambini continuavano a chiedere chiedere chiedere di fare un sacco di cose molto più costose di una semplice passeggiata in spiaggia. Se non li contenevamo un po’ avrebbero serenamente dato fondo ai miei (peraltro scarsi) risparmi.
E la cosa più simpatica è che avevano tutti e due con sé 10 euro che la loro mamma gli aveva dato da spendere, ma non volevano mai usarli e alla fine della vacanza ne avevano ancora tutti e due più della metà. Piccoli economisti crescono. In effetti è più facile spendere i soldi degli altri, chissà come mai.
La piccolina poi mi ha pure sbeffeggiato a un certo punto, perché mi ha chiesto il mio stipendio e poi ha aggiunto: “Cosa? Ma come fai a vivere zia?” Già, avrei voluto risponderle, fossi tu a gestire i miei soldi sarei sotto un ponte da un pezzo…

Comunque, a parte i disagi da sovraffolamento, la settimana è stata divertente e movimentata, e sono stata contenta. Impagabile il momento in cui la Pippi si è protesa davanti al mare che vedeva per la prima volta agitando le sue bracciotte da omino Michelin e ridacchiando tutta felice. Oggi vado giù e provo a portarla in acqua con me, dato che il bagno in mare con i nonni non l’ha ancora fatto. Che bello, fra poche ore si parte!!!!!!
Vamosalaplayamente Vostra
SM

Nostalgia

So che non è la fine del mondo, ma… è più dura di quello che pensavo stare lontana dalla Pippi per 5 giorni. Mi manca terribilmente e non vedo l’ora che sia domani per poterla raggiungere e godermi un po’ il mare con lei. Speriamo faccia bel tempo, finalmente…

Pimpante come un bradipo e sexy come una mozzarella col costume mi accingo a lasciare i monti piovosi per andarmene al mare con tutto il parentado: Pippi, nonni, nipoti, gatto dei nonni e chi più ne ha più ne metta! Sono contenta di fare una settimana di pausa e soprattutto non vedo l’ora di vedere la faccia della Pippi quando vedrà il mare per la prima volta! Adoro le prime volte, e con lei ogni giorno ce n’è una!

Sono ancora sotto antibiotico e la gola mi duole assai, ma che posso fare, ormai il posto è prenotato e domani si parte! Speriamo di non contagiare tutti perché se no anziché fare vacanza dovrò fare la Florence Nightingale (oltre che il clown per domare i tre bimbi che avremo con noi).

La valigia è mezza pronta, mi manca un po’ di spesa e di passare al bancomat e poi si parte…

Peccato che Dolcemetà non sarà con noi, preso com’è dai suoi esami… Mi mancheranno le sue occhiate complici riguardo alle brillanti uscite che mia madre non si farà certo mancare, tipo: “Ma non sarebbe meglio che mettessi il costume intero con la pancia che ti è rimasta dalla gravidanza?” e mi mancherà vederlo giocare con la Pippi, perché lo adoro quando gioca con la Pippi.

Beh, signori miei, non credo noterete molto la mia assenza dalla rete ma comunque, per chi passasse di qui, ci si rivede tra una decina di giorni!!!!

Quandolamoglieèinvacanzamente vostra

sm

Anche se quando ci siamo conosciuti era tutto diverso… e noi eravamo diversi…

Anche se il “tempo dei sacrifici” si sta prolungando più del previsto…

Anche se non abbiamo più tempo per giocare come ci piaceva fare…

Anche se la festa del papà dell’anno scorso ci ha resi più fragili, ma anche più forti…

Anche se a volte vorrei dirti tante cose ma non trovo le parole…

Anche se la nostra lista dei posti da vedere è sempre lì…

Anche se c’è un altro amore grande adesso insieme a noi, che ci fa a volte dimenticare di NOI…

Volevo dirti che non rimpiango niente, e che rifarei tutto da capo, con te.

Innamoratissimamente tua

sm

Famiglia Boccasana

Sono a letto con una brutta tonsillite da 39 di febbre e finalmente riprendo in mano il blog, dopo un mesetto di latitanza. E’ stato un mese difficile e non avevo voglia di scrivere, anche perché avrei scritto solo le mie lagne, e mi do fastidio da sola quando sono lagnosa.

Non è che sia successo niente di che, è che i miei si sono stancati di venire a casa mia a tenere la Pippi, e adesso devo portarla su a casa loro, il che vuol dire perdere nel traffico un’ora al giorno almeno, e quindi anziché tornare da lei all’una e un quarto adesso torno alle 15 e 30 se va bene, con il risultato che non riesco ad arrivare a casa mia prima delle 16 e 30. Da un lato la cosa è positiva (continuo a vivere senza l’oliera e ho rimesso a posto le cose in cucina come sono comode a me), dall’altro mi sembra di vedere così poco la Pippi che mi viene da piangere. Da qui a sentirsi madre snaturata il passo è breve :)

Potrei scrivere per ore su quanto sia inumano separare una mamma dal suo bimbo di meno di un anno per così tante ore al giorno, ma non servirebbe a niente. Probabilmente avrei dovuto sposare Piersilvio e non avrei questo problema. A proposito, qualcuno ha il suo numero? Forse sono ancora in tempo.

L’evento positivo è stato che la Pippi è stata presa al nido da settembre, e quindi a breve potrò evitare (almeno spero) di vedere mia madre tutti i giorni. Questa vicinanza forzata mi riporta agli anni bui tardo-adolescenziali quando vivevo ancora con loro, e mi vengono i brividi.

Ironico il fatto che nei primi anni di vita si stia male se mancano i genitori, e poi quando si cresce si faccia di tutto per stargli alla larga. O forse sono io che vivo male la situazione, ma ho una madre che si sente in diritto di decidere lei per tutti, e io ne ho le palle piene di sentirmi dire tutti i giorni cosa è meglio che faccia e cosa è meglio per me.

Se poi si parla della Pippi lei sa tutto: io ad esempio le chiedo (come dicono i pediatri adesso) di non darle sale e zucchero, e men che meno i fritti, e poi quando vado a prenderla mi dice tutta serena: “Oggi le ho fatto assaggiare le patatine fritte, le sono piaciute tanto!”

Vorrei tanto poter evitare di aver bisogno del loro aiuto, e mi sono ripromessa che il prossimo figlio lo farò SOLO se riesco a organizzarmi in modo da poterlo seguire io.

Ma ecco che mi sto lagnando. Lo sapevo che ci sarei cascata.

Diciamo che il mal di gola e la febbre non mi aiutano a sprizzare gioia da tutti i pori.

Chiudo qui e vado a doparmi di Tantum verde,

gargarismicamente vostra

sm

 

Camera café

Premessa:

Pausa caffè nella mia amena aziendina. Programmatori e illustratori in fila alla macchinetta; un programmatore ha (come suo solito, del resto) il capello parecchio unto.

Dialogo tra illustratore e programmatore:

Illustratore: Ehi, sembra che ti abbia leccato i capelli una vacca.

Programmatore: Sì, era tua madre.

Illustratore: Strano, non me l’ha detto.

Il tutto ovviamente pronunciato in dialetto, che quindi fa più effetto, ma credo che renda bene anche in italiano!

Ieri ero tutta bella rinvigorita dal fine settimana mentre oggi dopo 2 giorni di lavoro sono frullata più di prima…

Nel weekend sono stata con Dolcemetà, la Pippi e i miei un paio di giorni in Alto Adige, in un alberghetto con il centro benessere e ci siamo riposati per bene… era un bel po’ che io e Dolcemetà non andavamo via assieme e grazie ai miei che hanno tenuto la Pippi abbiamo potuto anche farci qualche idromassaggio e bagno turco in santa pace!

Mi manca un po’ la “vita di coppia”, adesso che c’è la bimba ovviamente si sta sempre tutti e tre insieme e il tempo per noi due è davvero limitato. Quindi non nego che queste 2 orette insieme mi sono piaciute proprio tanto…

Il resto del weekend se ne è andato tra pasti interminabili e giretto per i centri più vicini. Faceva un freddo cane e quindi non siamo stati troppo in giro. I miei non resistono senza colazione, pranzo e cena ogni giorno, mentre noi di solito in vacanza siamo abituati a mangiare solo la mattina e la sera, e il pranzo in genere salta sempre. Quindi è finita che ci siamo abbuffati esageratamente e adesso non ho il coraggio di pesarmi… AIUTOOOOOO!

 

Sovrappesamente Vostra

SM

 

Tanto per cambiare qui piove a dirotto (mi sembra di essere di nuovo in Olanda, per fortuna che a suo tempo ho deciso di tornare in Italia perché il tempo mi mandava in depressione! Adesso qui il tempo fa schifo, c’è di nuovo il Berlusca e non ho neanche un pannenkoek o dei poffertjies con cui consolarmi…) e io sono alle prese con i deliri di alcuni sedicenti traduttori che mi inviano delle schifezze belle e buone che loro chiamano traduzioni, che voglio condividere con voi… Ma si può essere degli insegnanti di inglese, dire che si è esperti della materia che si traduce, e mandarmi una roba così????:

TESTO ORIGINALE:

The possibility that these changes were accompanied by or reflective of changes in the neuropsychological substrata related to behavior seemed farfetched since the basic assumption was that certain types of deficient behaviors were associated with particular known or unknown neurological conditions.

TENTATIVO (FALLITO) DI TRADUZIONE:
La possibilità che questi cambiamenti erano posti in associazione a cambiamenti riflessi nel substrato neurofisiologico in relazione ad un determinato comportamento sembra portar lontano, fino a quando, l’ipotesi di base divenne che alcuni tipi di funzioni deficitarie erano associate a particolari condizioni neurologiche conosciute e non conosciute.

E la traggggedia è che il libro che hanno tradotto in questa maniera è lungo 400 dico 400 pagine!!!!!!!

Non ce la farò mai…

Se ne esco più tardi vi racconto il weekend, che ho passato a rilassarmi in un centro benessere…

See you later alligators :)

Inglesemaccheronicamente Vostra

SM

P.s.: siccome mi vengono i brividi a leggere il titolo di questo post, sappiate che è scritto sbagliato volutamente (non si sa mai!!!) :)

Voi ancora non lo sapete, ma io di lavoro faccio il redattore in una casa editrice, quindi valuto e seguo proposte editoriali e correggo anche la parte grammaticale e di contenuto dei testi che pubblichiamo. Oggi mi è capitato di leggere questa frase nella prefazione di un libro che comincio a correggere ora, che non lascia presagire nulla di buono…:

“Nello scrivere questo libro ci siamo trovati di fronte a due scelte: privilegiare un discorso costruito e limato, con il pericolo di dire poco di nuovo, oppure assumersi il rischio del balbettamento, del farfugliamento e della relativa lentezza del pensiero espresso ad alta voce, che però può portare a qualcosa di inatteso o sconcertare i lettori abituati a costrutti più raffinati? Noi abbiamo privilegiato la seconda opzione.”

Considerando che si tratta di un libro che tratta di educazione, filosofia e antropologia, temo fortemente che con queste premesse avrò bisogno di tanti, ma tanti caffè per tenermi sveglia!!!!! Ma che accidenti c’era di male nel “privilegiare la prima ipotesi”? Per una volta avrebbero scritto un libro comprensibile anzichè il solito guazzabuglio di idee senza senso…

Torno mestamente al duro lavoro,

antropofilosoficamente vostra,

SM

Alla fine ieri non ho avuto bisogno di far fare giochi nuovi alla Pippi perché si sono verificati una serie di eventi piacevoli che hanno riempito il pomeriggio e la serata. Arrivata a casa ho trovato come sempre i miei e il pranzo pronto (santa donna mia madre!), poi sono stata all’anagrafe a far fare il primo documento di identità (con foto comprensiva di bavaglino!) alla Pippi perché nel weekend vorremmo espatriare, e poi è venuta a trovarmi la D., amica di sempre e che alla Pippi sta proprio simpatica. Lei è single e ha sempre qualche storiella su qualche ometto del momento da raccontarmi, ma quello che mi ha fatto più ridere ieri è che mi ha raccontato che si è iscritta a un corso di sub (dalle 21 alle 23 di sera, orario delirante per immergersi nell’acqua fredda della piscina, secondo me!) e che è stata piacevolmente sorpresa dal fatto che ci fossero maggioranza uomini e che il suo compagno di immersioni è uno strafico pazzesco! Si è ritrovata a dover pinnare e fare esercizi con questo adone muscoloso e con slippino succinto mentre lei aveva indosso il tipico costumone olimpionico nero schiaccia-tette, che mortificava il suo peraltro bel corpicino. E ha commentato: “Se lo faccio innamorare conciata così è la volta che mi sposo!” Al che le ho chiesto: “Ma almeno è simpatico?” E lei: “E che ne so, non gli ho mai parlato! Però è uno strafico pazzesco!”. Evviva la sincerità!

Oltre alle avventure subacquee mi ha pure detto che avrebbe dovuto andare a vedere un musical la sera con sua madre, ma dato che sua mamma si è rotta un polso e non se la sente, e a suo padre i “miusicòl” non piacciono mi ha chiesto se volevo andare io e quindi mi ci sono fiondata, dato che ultimamente non è che le serate fuori casa fiocchino! Quando è arrivato a casa Dolcemetà gli ho ammollato la Pippi (già nutrita e pronta per la nanna, non sono COSI’ tanto madre snaturata, solo un po’!) e sono andata a vedermi Peter Pan, che ho scoperto avere le musiche di Bennato, quindi Il rock del capitano uncino, Ogni favola è un gioco, L’isola che non c’è, ecc.
È stato carino, i cantanti erano bravi e ballavano pure bene. L’unica cosa che ho trovato decisamente stonata è stato il fatto che, dato che la serata era sponsorizzata dai Pan di Stelle del Mulino Bianco, nel bel mezzo del musical, sullo schermo che proiettava le stelle verso cui erano diretti Peter, Wendy e gli altri che andavano all’Isola che non c’è è comparsa una fuoriluoghissimo mongolfiera che al posto del pallone aveva un Pan di Stelle gigante, che dubito comparisse nel racconto della fiaba originale.
Mi ha stupito che a quel punto la canzone di Bennato non cominciasse così: “2 Pan di stelle a destra, questo è il cammino, e poi dritto, fino al mattino…”. No comment…
A parte questo, durante la serata è successo un episodio che mi ha fatto capire quanto ho bisogno di uscire, vedere gente, fare cose… Mi sa che la vita di mamma a tempo pieno mi sta facendo male. A un certo punto è comparso in scena con tanto di cappellone da pirata, stivaloni con la zeppa, barba nera e uncino il cattivo Capitano, che si è messo a ballare e a cantare sulla musica del Rock di capitan uncino. Ecco, precisamente a questo punto mi sono eccitata, e mi sarei fatta sbattere dal suddetto ben volentieri nel palchetto del teatro. È che i cattivi hanno il loro fascino… altro che quell’effemminato di Peter Pan con le sue piroette e le fatine…
Vabbè, ripeto, lo so, devo uscire di più e magari organizzare qualche seratina con Dolcemetà da soli, se no finisce che prima o poi salto addosso al postino! AIUTOOOOOOOOOO!
Pendagliodaforcamente vostra,
SM

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