Sono a letto con una brutta tonsillite da 39 di febbre e finalmente riprendo in mano il blog, dopo un mesetto di latitanza. E’ stato un mese difficile e non avevo voglia di scrivere, anche perché avrei scritto solo le mie lagne, e mi do fastidio da sola quando sono lagnosa.
Non è che sia successo niente di che, è che i miei si sono stancati di venire a casa mia a tenere la Pippi, e adesso devo portarla su a casa loro, il che vuol dire perdere nel traffico un’ora al giorno almeno, e quindi anziché tornare da lei all’una e un quarto adesso torno alle 15 e 30 se va bene, con il risultato che non riesco ad arrivare a casa mia prima delle 16 e 30. Da un lato la cosa è positiva (continuo a vivere senza l’oliera e ho rimesso a posto le cose in cucina come sono comode a me), dall’altro mi sembra di vedere così poco la Pippi che mi viene da piangere. Da qui a sentirsi madre snaturata il passo è breve
Potrei scrivere per ore su quanto sia inumano separare una mamma dal suo bimbo di meno di un anno per così tante ore al giorno, ma non servirebbe a niente. Probabilmente avrei dovuto sposare Piersilvio e non avrei questo problema. A proposito, qualcuno ha il suo numero? Forse sono ancora in tempo.
L’evento positivo è stato che la Pippi è stata presa al nido da settembre, e quindi a breve potrò evitare (almeno spero) di vedere mia madre tutti i giorni. Questa vicinanza forzata mi riporta agli anni bui tardo-adolescenziali quando vivevo ancora con loro, e mi vengono i brividi.
Ironico il fatto che nei primi anni di vita si stia male se mancano i genitori, e poi quando si cresce si faccia di tutto per stargli alla larga. O forse sono io che vivo male la situazione, ma ho una madre che si sente in diritto di decidere lei per tutti, e io ne ho le palle piene di sentirmi dire tutti i giorni cosa è meglio che faccia e cosa è meglio per me.
Se poi si parla della Pippi lei sa tutto: io ad esempio le chiedo (come dicono i pediatri adesso) di non darle sale e zucchero, e men che meno i fritti, e poi quando vado a prenderla mi dice tutta serena: “Oggi le ho fatto assaggiare le patatine fritte, le sono piaciute tanto!”
Vorrei tanto poter evitare di aver bisogno del loro aiuto, e mi sono ripromessa che il prossimo figlio lo farò SOLO se riesco a organizzarmi in modo da poterlo seguire io.
Ma ecco che mi sto lagnando. Lo sapevo che ci sarei cascata.
Diciamo che il mal di gola e la febbre non mi aiutano a sprizzare gioia da tutti i pori.
Chiudo qui e vado a doparmi di Tantum verde,
gargarismicamente vostra
sm