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Archive for aprile 2008

Veniamo giù dai monti…

Ieri ero tutta bella rinvigorita dal fine settimana mentre oggi dopo 2 giorni di lavoro sono frullata più di prima…

Nel weekend sono stata con Dolcemetà, la Pippi e i miei un paio di giorni in Alto Adige, in un alberghetto con il centro benessere e ci siamo riposati per bene… era un bel po’ che io e Dolcemetà non andavamo via assieme e grazie ai miei che hanno tenuto la Pippi abbiamo potuto anche farci qualche idromassaggio e bagno turco in santa pace!

Mi manca un po’ la “vita di coppia”, adesso che c’è la bimba ovviamente si sta sempre tutti e tre insieme e il tempo per noi due è davvero limitato. Quindi non nego che queste 2 orette insieme mi sono piaciute proprio tanto…

Il resto del weekend se ne è andato tra pasti interminabili e giretto per i centri più vicini. Faceva un freddo cane e quindi non siamo stati troppo in giro. I miei non resistono senza colazione, pranzo e cena ogni giorno, mentre noi di solito in vacanza siamo abituati a mangiare solo la mattina e la sera, e il pranzo in genere salta sempre. Quindi è finita che ci siamo abbuffati esageratamente e adesso non ho il coraggio di pesarmi… AIUTOOOOOO!

 

Sovrappesamente Vostra

SM

 

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Tanto per cambiare qui piove a dirotto (mi sembra di essere di nuovo in Olanda, per fortuna che a suo tempo ho deciso di tornare in Italia perché il tempo mi mandava in depressione! Adesso qui il tempo fa schifo, c’è di nuovo il Berlusca e non ho neanche un pannenkoek o dei poffertjies con cui consolarmi…) e io sono alle prese con i deliri di alcuni sedicenti traduttori che mi inviano delle schifezze belle e buone che loro chiamano traduzioni, che voglio condividere con voi… Ma si può essere degli insegnanti di inglese, dire che si è esperti della materia che si traduce, e mandarmi una roba così????:

TESTO ORIGINALE:

The possibility that these changes were accompanied by or reflective of changes in the neuropsychological substrata related to behavior seemed farfetched since the basic assumption was that certain types of deficient behaviors were associated with particular known or unknown neurological conditions.

TENTATIVO (FALLITO) DI TRADUZIONE:
La possibilità che questi cambiamenti erano posti in associazione a cambiamenti riflessi nel substrato neurofisiologico in relazione ad un determinato comportamento sembra portar lontano, fino a quando, l’ipotesi di base divenne che alcuni tipi di funzioni deficitarie erano associate a particolari condizioni neurologiche conosciute e non conosciute.

E la traggggedia è che il libro che hanno tradotto in questa maniera è lungo 400 dico 400 pagine!!!!!!!

Non ce la farò mai…

Se ne esco più tardi vi racconto il weekend, che ho passato a rilassarmi in un centro benessere…

See you later alligators 🙂

Inglesemaccheronicamente Vostra

SM

P.s.: siccome mi vengono i brividi a leggere il titolo di questo post, sappiate che è scritto sbagliato volutamente (non si sa mai!!!) 🙂

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Voi ancora non lo sapete, ma io di lavoro faccio il redattore in una casa editrice, quindi valuto e seguo proposte editoriali e correggo anche la parte grammaticale e di contenuto dei testi che pubblichiamo. Oggi mi è capitato di leggere questa frase nella prefazione di un libro che comincio a correggere ora, che non lascia presagire nulla di buono…:

“Nello scrivere questo libro ci siamo trovati di fronte a due scelte: privilegiare un discorso costruito e limato, con il pericolo di dire poco di nuovo, oppure assumersi il rischio del balbettamento, del farfugliamento e della relativa lentezza del pensiero espresso ad alta voce, che però può portare a qualcosa di inatteso o sconcertare i lettori abituati a costrutti più raffinati? Noi abbiamo privilegiato la seconda opzione.”

Considerando che si tratta di un libro che tratta di educazione, filosofia e antropologia, temo fortemente che con queste premesse avrò bisogno di tanti, ma tanti caffè per tenermi sveglia!!!!! Ma che accidenti c’era di male nel “privilegiare la prima ipotesi”? Per una volta avrebbero scritto un libro comprensibile anzichè il solito guazzabuglio di idee senza senso…

Torno mestamente al duro lavoro,

antropofilosoficamente vostra,

SM

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Alla fine ieri non ho avuto bisogno di far fare giochi nuovi alla Pippi perché si sono verificati una serie di eventi piacevoli che hanno riempito il pomeriggio e la serata. Arrivata a casa ho trovato come sempre i miei e il pranzo pronto (santa donna mia madre!), poi sono stata all’anagrafe a far fare il primo documento di identità (con foto comprensiva di bavaglino!) alla Pippi perché nel weekend vorremmo espatriare, e poi è venuta a trovarmi la D., amica di sempre e che alla Pippi sta proprio simpatica. Lei è single e ha sempre qualche storiella su qualche ometto del momento da raccontarmi, ma quello che mi ha fatto più ridere ieri è che mi ha raccontato che si è iscritta a un corso di sub (dalle 21 alle 23 di sera, orario delirante per immergersi nell’acqua fredda della piscina, secondo me!) e che è stata piacevolmente sorpresa dal fatto che ci fossero maggioranza uomini e che il suo compagno di immersioni è uno strafico pazzesco! Si è ritrovata a dover pinnare e fare esercizi con questo adone muscoloso e con slippino succinto mentre lei aveva indosso il tipico costumone olimpionico nero schiaccia-tette, che mortificava il suo peraltro bel corpicino. E ha commentato: “Se lo faccio innamorare conciata così è la volta che mi sposo!” Al che le ho chiesto: “Ma almeno è simpatico?” E lei: “E che ne so, non gli ho mai parlato! Però è uno strafico pazzesco!”. Evviva la sincerità!

Oltre alle avventure subacquee mi ha pure detto che avrebbe dovuto andare a vedere un musical la sera con sua madre, ma dato che sua mamma si è rotta un polso e non se la sente, e a suo padre i “miusicòl” non piacciono mi ha chiesto se volevo andare io e quindi mi ci sono fiondata, dato che ultimamente non è che le serate fuori casa fiocchino! Quando è arrivato a casa Dolcemetà gli ho ammollato la Pippi (già nutrita e pronta per la nanna, non sono COSI’ tanto madre snaturata, solo un po’!) e sono andata a vedermi Peter Pan, che ho scoperto avere le musiche di Bennato, quindi Il rock del capitano uncino, Ogni favola è un gioco, L’isola che non c’è, ecc.
È stato carino, i cantanti erano bravi e ballavano pure bene. L’unica cosa che ho trovato decisamente stonata è stato il fatto che, dato che la serata era sponsorizzata dai Pan di Stelle del Mulino Bianco, nel bel mezzo del musical, sullo schermo che proiettava le stelle verso cui erano diretti Peter, Wendy e gli altri che andavano all’Isola che non c’è è comparsa una fuoriluoghissimo mongolfiera che al posto del pallone aveva un Pan di Stelle gigante, che dubito comparisse nel racconto della fiaba originale.
Mi ha stupito che a quel punto la canzone di Bennato non cominciasse così: “2 Pan di stelle a destra, questo è il cammino, e poi dritto, fino al mattino…”. No comment…
A parte questo, durante la serata è successo un episodio che mi ha fatto capire quanto ho bisogno di uscire, vedere gente, fare cose… Mi sa che la vita di mamma a tempo pieno mi sta facendo male. A un certo punto è comparso in scena con tanto di cappellone da pirata, stivaloni con la zeppa, barba nera e uncino il cattivo Capitano, che si è messo a ballare e a cantare sulla musica del Rock di capitan uncino. Ecco, precisamente a questo punto mi sono eccitata, e mi sarei fatta sbattere dal suddetto ben volentieri nel palchetto del teatro. È che i cattivi hanno il loro fascino… altro che quell’effemminato di Peter Pan con le sue piroette e le fatine…
Vabbè, ripeto, lo so, devo uscire di più e magari organizzare qualche seratina con Dolcemetà da soli, se no finisce che prima o poi salto addosso al postino! AIUTOOOOOOOOOO!
Pendagliodaforcamente vostra,
SM

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Uffa quanto piove! Un aprile tremendo, e mi sa che finirà come è cominciato. Sono così stufa di dover restare chiusa in casa e di non poter portare in giro la Pippi a prendere un po’ di sole… Adesso sono al lavoro, e meditavo su cosa farle fare di nuovo questo pomeriggio (sono stufa io dei soliti giochi, figuriamoci lei).
Sabato le ho comprato un terribile dvd dei Teletubbies (nonostante il parere contrario di Dolcemetà, che si è completamente dissociato dall’acquisto), che in effetti sapevo essere inguardabili per gli adulti, ma non fino a questo punto… So che piacciono tanto ai bimbi piccoli, ma mi chiedo se siano effettivamente educativi in qualche modo o se abbiano solo l’effetto di rincoglionirli pesantemente davanti alla tv. Io in realtà l’ho preso perché voglio cominciare a far ascoltare un po’ di inglese elementare alla Pippi, oltre alle canzoncine tipo “London Bridge is fallin’ down” con le quali la assillo da fin dentro al pancione. Dato che si dice che le lingue si imparano meglio fin da piccini picciotti vorrei evitare di aspettare troppo per cominciare, e intanto finché non trovo per qualche ora una babysitter madrelingua mi arrangio come riesco (tra l’altro la Pippi è sottoposta in questi mesi da parte dei miei a un corso intensivo di dialetto verace che probabilmente le lascerà dei danni indelebili nel cervello e che devo contrastare! ☺). La Pippi appena accendo e vede i 4 pupazzotti imbranati ride come una pazza e si agita tutta; quando c’è poi quella specie di bambino indemoniato che ride dal cielo si spaventa terribilmente e mi guarda come dire: “Mamma, cosa ti ho fatto di male per dover subire tutto questo?”. Il risultato quindi con mia figlia per il momento è una reazione ambivalente che non so ben decifrare. La reazione di Dolcemetà invece è stata piuttosto chiara… Mi ha liquidato con un: “Se penso che devo guardare ‘sti quattro scompensati per altri due minuti mi viene da vomitare!”, al che gli ho risposto: “Pensa che non sarà solo per 2 minuti, ma circa per i prossimi 2 anni!”. Mi ha lanciato uno sguardo d’odio mooolto significativo, al che ho spento il meraviglioso dvd e ci siamo messi a fare altro.
Non è facile trovare dei giochi divertenti e non troppo idioti da far fare ai bambini per farli cominciare a familiarizzare con l’inglese; la maggior parte dei giochi in commercio promette tanto ma in realtà hanno di solito solo qualche frase registrata tipo “My name is…”… Qualcuno ha dei consigli da darmi? (anche se mi rendo conto che avendo un numero di lettori che oscilla da 1 a 2, di cui uno è dolcemetà, non credo arriveranno fiumi di consigli! Vabbè, pazienza… eheheh).
Torno al lavoro, godetevi questo meraviglioso doppiaggio in dialetto trentino di un puntatone dei Teletubbies… immagino che per chi non è del luogo o veneto sia difficile da capire, ma proveteci perché è spassoso!

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Ora che ho ripreso a lavorare lascio la Pippi a mia madre e a mio padre, che gentilmente si sono offerti di venire a casa mia a tenermela “aggratis”, cosa non trascurabile. Quindi tutti i giorni torno a casa dal lavoro e trovo i miei insediati in casa mia, e mi tocca fare buon viso a cattivo gioco davanti a tutti gli adattamenti/sconvolgimenti che mia madre sta facendo a casa mia, a suon di “oh come sei disordinata” e “ma qui non si riesce neanche a passare da quanta roba c’è in giro”, il tutto reso ancora più folkloristico dall’accento e dal dialetto locale, unica lingua mai parlata da mia madre.

Io capisco che deve sistemarsi un po’ le cose perché le siano comode, ma non capisco perché ogni volta che sposta qualcosa lo debba fare con un “leggero” sottinteso del tipo “come ti è venuto in mente di mettere questa cosa qui, a volte penso che tu non puoi essere mia figlia!”. E mi torna vivido alla mente il ricordo di quando abitavo da loro, e le litigate sull’ordine e i continui “bisogna fare così” e “si deve essere così” che non lasciavano spazio a un sano dialogo/discussione.

In breve, ecco le cose tremende che io faccio in casa mia alle quali mia madre sta ponendo rimedio; accidenti, mi sa che se mandassero lei a Napoli il problema rifiuti lo risolverebbero in un secondo, ma sai che rottura di balle per i napoletani… me la spedirebbero in Germania in un container… o forse la Germania è troppo vicina??

  • ho la terribile abitudine di tenere i pelati in un cassetto basso e la farina in un armadietto alto (io sono una frana in cucina, che me ne faccio della farina a portata di mano quando più che altro a casa mia il suddetto prodotto serve per portare avanti esperimenti scientifici sulla riproduzione delle farfalline?)
  • ho appeso il grembiule al pomello di uno degli armadi della cucina. Ma non me l’ha mai detto nessuno che il grembiule va appeso a un gancio apposito alla parete?
  • non ho un’oliera. Noi usiamo pochissimo olio, e io e Dolcemetà possediamo un’abilità evidentemente fuori dal comune nel versare l’olio dalla bottiglia senza sprecarlo. Cosa assolutamente messa in discussione dal “Commissario speciale per il risanamento di casa mia” che dice che non è possibile usare la bottiglia senza sprecare l’olio. Quindi mi tocca andare a comprare un’oliera.
  • non compro mai o quasi mai pane. E questo evidentemente è negativo per l’economia italiana, e comunque incomprensibile per una che senza carboidrati in quadruplice formula a tavola non ha neanche l’impressione di stare mangiando. Il risultato è che ogni giorno compra il pane anche per noi (e lo ficca in bocca anche alla Pippi, che starebbe benissimo senza) il quale regolarmente diventa vecchio. E poi mi dice: “Ma come mai non avete mangiato pane ieri?” E io non ce la faccio a dirle ancora una volta che noi non ne mangiamo. Tanto non mi crede perché si tratta di una risposta assolutamente incredibile e inammissibile. Quindi coraggio Italia, che ci pensiamo noi a risanare l’economia del paese acquistando cibo che poi buttiamo.
  • io uso pannolini lavabili per la Pippi. Lo faccio perché la trovo una scelta ecologica, economica e sana per la mia bambina. Lei invece non condivide la scelta, perché dice che quei pannolini sono troppo ingombranti ed è probabilmente per quello che la Pippi ancora non gattona. “Poverina, non può neanche muovere le gambe!” E così le mette i pannolini usa e getta facendomi spendere soldi in più e accumulare rifiuti, perché teme per la mobilità delle gambe della nipotina. Ora, la Pippi è una bambina molto grande, pesa già 10 chili e passa e quindi probabilmente è questo suo peso notevole a impedirle di muoversi agevolmente come un bambino di 7 chili. Non certo i pannolini lavabili. Ma tant’è. Così è deciso, la seduta è tolta.
  • la Pippi deve fare il riposino con la copertina, non con il piumone, perché adesso è troppo caldo. Allora, siamo in aprile, è vero, ma fa un freddo cane e continua a piovere. Non credo basti guardare il calendario per decidere che è ora di fare il cambio di stagione. Io sinceramente dormo ancora col piumone e ci vuole tutto. Ma quando c’è la nonna non si può, meglio la copertina se no poverina la bimba muore dal caldo (non sto a dirvi quanto la stessa personaggia di cui sopra mi abbia stressato tutto l’inverno dicendomi che vestivo troppo poco la bambina e che avrebbe avuto freddo). Ma allora non sei mai contenta??

Potrei continuare per ore… e ogni giorno trova un’altra ragione per farmi notare che una certa cosa si dovrebbe fare in un altro modo perché “bisogna” o “si deve”. E io sopporto perché si tratta di un periodo di tempo breve, dato che a settembre la Pippi andrà al nido, e quindi a breve potrò di nuovo riappropriarmi di casa mia.

Certo che oh come mi tornano alla mente quelle serate di qualche anno fa, in cui dicevo a Dolcemetà che se non me ne fossi andata di casa sarei impazzita. E la scelta di farlo è stata una delle più azzeccate della mia vita! Per carità, la mamma è sempre la mamma e le voglio tanto bene, ma adoro la mia autonomia e la mia casa così com’è, ebbene sì, senza pane, oliere, e gancio apposito per il grembiule! Eccheccavolo!!!!!!

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Oggi finalmente ho provato a preparare i Chocolate Chip Cookies, i biscotti preferiti da me e da Dolcemetà e il risultato non è stato male (anche se ho sbagliato un po’ le misure e mi si sono gonfiati come dei blob, con il risultato che adesso ho 6 enormi biscotti che sembrano delle pizze, anziché una ventina di biscotti di misura normale…). La prossima volta calibrerò meglio le dosi.
Sono strapieni di burro quindi non credo li rifarò presto, comunque questa mattina è stata un’esperienza sublime intingerli nel tè e sentire in bocca quella sensazione di scioglievolezza che danno le gocce di cioccolato (ah come è dura la strada della dieta…).
Mi sono ripromessa di mangiarne uno solo a colazione, ma con le dimensioni che hanno uno è come mangiarne 7… però mi fa sentire meno in colpa! ☺
Ecco la ricetta per chi vuole provare, l’ho trovata in internet su un sito americano, e le dosi erano indicate con le misure americane, quindi ho dovuto trasformarle un po’ a occhio, ma ho visto che bene o male così funzionano.

  • 350 g circa di farina bianca
  • un cucchiaio da tè di bicarbonato di sodio
  • un cucchiaio da tè di sale fino
  • 225 g di burro
  • 130 g di zucchero
  • 80 g di zucchero di canna fino
  • 1 cucchiaio da tè di vanillina
  • 2 uova
  • 250 g di gocce di cioccolato (o di cioccolata spezzettata)
  • 110 g di noci tritate

Insomma, una bomba calorica…

PROCEDIMENTO: Preriscaldare il forno a 190°. Mescolare farina, bicarbonato e sale in una piccola terrina. Sbattere il burro (lasciato ammorbidire in precedenza) con lo zucchero, lo zucchero di canna e la vanillna in una terrina grande fino a che non diventa cremoso. Aggiungere le uova una alla volta, e sbatttere bene il tutto dopo ognuna. Aggiungere a poco a poco la farina preparata. Infine aggiungere cioccolato e noci e l’impasto e pronto. Usando un cucchiaio da minestra (e non un mestolo, altrimenti fate come me e vi vengono le pizzone di cioccolato) prendere un po’ di impasto e farne come delle polpettine da stendere su una teglia coperta con la carta forno (a distanza di almeno 4 cm l’una dall’altra). Cuocere per circa 9-11 minuti fino a doratura. Se li volete più croccanti qualche minuto in più.
E voilà! Buon appetito e alla prossima!

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