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Archive for luglio 2008

Idleness

Non so, non riesco a levarmi di dosso quest’inquietudine. Sono strana, stanca, insoddisfatta, c’è qualcosa che non va. Vorrei tanto essere la mamma perfetta, la compagna perfetta, ma sono ben lontana da questo obiettivo.

Ho un sacco di idee, di cose che vorrei fare, e poi mi impantano in un limbo immobile… finisco come un’ameba davanti alla tele, o mi metto a leggere un libro, che è mille volte meglio ma che comunque mi fa perdere tempo prezioso. Sono però felice di riuscire a leggere di nuovo.

Da quando sono rimasta incinta non ho più aperto un libro che non fosse di “consigli pratici per supermamme” e mi mancava farmi prendere da un libro “vero” e riuscire a entrare in un mondo sconosciuto, ma che in poche pagine diventa mio… con quell’urgenza di “andare a vedere come va a finire”, con il pensiero sempre lì anche mentre stai cucinando, lavorando, giocando con la bimba… e quando dorme… correre a leggere e salutare i personaggi pensando “scusa se ti ho lasciato lì in sospeso, vai pure avanti… ti ascolto”.

Mi sembra come di fare un torto ai protagonisti del libro se non arrivo fino in fondo, se non li seguo nel racconto. E’ come se per colpa mia fossero obbligati a stare immobili dentro degli infiniti puntini di sospensione. Perché non possono andare avanti, senza di me, e allo stesso tempo il loro percorso è già segnato, e non si può fare niente per cambiarlo.

In questo periodo i miei svaghi sono pochi. La lettura mi fa uscire dalla routine e mi fa sentire più leggera. La tv invece mi intristisce e mi fa sentire vuota. E non ci si sente più leggeri se si è vuoti.

Penso a quante cose si lasciano in sospeso per pigrizia, o per stanchezza. Quante cose invece bisogna fare, anche se non si vuole e se ne farebbe volentieri a meno.

In questi ultimi mesi non ho avuto vita di coppia, non ho avuto amici (o forse qualcuno sì, ma distanti), nessun tempo per gli hobby e men che meno per lo sport (il che però mi fa solo piacere, lo ammetto), solo lavoro e rapporti da madre e da figlia, e il ruolo mi sta stretto. Non si può passare le giornate a fare soltanto la madre lavoratrice e la figlia consolatrice di genitori piuttosto acciaccati e malcontenti. O almeno non è questo che voglio. Vorrei essere madre di più, e figlia di meno. Donna di più, e donna delle pulizie di meno. Giovane di più, e vita-da-pensionata-a-cui-però-tocca-lavorare di meno.

Chiedo troppo? Sono io forse che non mi accontento, e che penso che la vita sia molto di più che doversi sobbarcare i problemi e i bisogni altrui, sacrificando i propri al punto che non sai neanche più quali sono? E perché poi continuo a farlo, e non la smetto di preoccuparmi dei problemi degli altri?

Non sono contenta. Non lo sono proprio. E non so neanche se sia il caso di girare pagina e andare avanti a vedere come va a finire. Preferisco leggermi la vita di qualcun altro, intontirmi di lettura, e poi lamentarmi se nella mia non cambia niente.

Sospesamente vostra,

SM

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Nonsense

Ci sono dei momenti in cui fatico a capire, in cui mi sento ignorata, sola, trascurata… trasparente. Ci sono dei momenti che mi fanno venire voglia di mandare tutto all’aria e ricominciare da capo. Ci sono dei momenti in cui la pazienza finisce, in cui le promesse non si ascoltano più, e aspettare diventa un obbligo, non una scelta. Ci sono dei momenti in cui smetto di crederci, in cui credo solo a quello che vedo, e quello che vedo a volte… non è quello che vorrei.

Sono momenti in cui vorrei piangere e impuntare i piedi come una bambina, in cui vorrei gridare e strepitare, in cui mi sento arrabbiata e risentita, momenti in cui non sono io, in cui non mi piaccio.

Momenti che non sono più solo momenti, ma ore, giorni, settimane…

Momenti che, in quanto momenti, spero svaniscano in fretta.

Che mi serva un MomentAcccht?

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L’ultimo dei romantici

Ieri stavo andando a prendere la Pippi dai miei, quando sotto casa mi ha fermato il giardiniere tuttofare, amico di famiglia da tantissimi anni. Si è avvicinato alla macchina e mi ha dato una bellissima violetta che ha colto nel prato del giardino dei miei.

E’ stato un gesto inaspettato, tenerissimo, che mi ha commosso. E mi ha fatto anche molto piacere.

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