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Archive for the ‘Chi non lavora non fa l’amore’ Category

Premessa:

Pausa caffè nella mia amena aziendina. Programmatori e illustratori in fila alla macchinetta; un programmatore ha (come suo solito, del resto) il capello parecchio unto.

Dialogo tra illustratore e programmatore:

Illustratore: Ehi, sembra che ti abbia leccato i capelli una vacca.

Programmatore: Sì, era tua madre.

Illustratore: Strano, non me l’ha detto.

Il tutto ovviamente pronunciato in dialetto, che quindi fa più effetto, ma credo che renda bene anche in italiano!

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Tanto per cambiare qui piove a dirotto (mi sembra di essere di nuovo in Olanda, per fortuna che a suo tempo ho deciso di tornare in Italia perché il tempo mi mandava in depressione! Adesso qui il tempo fa schifo, c’è di nuovo il Berlusca e non ho neanche un pannenkoek o dei poffertjies con cui consolarmi…) e io sono alle prese con i deliri di alcuni sedicenti traduttori che mi inviano delle schifezze belle e buone che loro chiamano traduzioni, che voglio condividere con voi… Ma si può essere degli insegnanti di inglese, dire che si è esperti della materia che si traduce, e mandarmi una roba così????:

TESTO ORIGINALE:

The possibility that these changes were accompanied by or reflective of changes in the neuropsychological substrata related to behavior seemed farfetched since the basic assumption was that certain types of deficient behaviors were associated with particular known or unknown neurological conditions.

TENTATIVO (FALLITO) DI TRADUZIONE:
La possibilità che questi cambiamenti erano posti in associazione a cambiamenti riflessi nel substrato neurofisiologico in relazione ad un determinato comportamento sembra portar lontano, fino a quando, l’ipotesi di base divenne che alcuni tipi di funzioni deficitarie erano associate a particolari condizioni neurologiche conosciute e non conosciute.

E la traggggedia è che il libro che hanno tradotto in questa maniera è lungo 400 dico 400 pagine!!!!!!!

Non ce la farò mai…

Se ne esco più tardi vi racconto il weekend, che ho passato a rilassarmi in un centro benessere…

See you later alligators 🙂

Inglesemaccheronicamente Vostra

SM

P.s.: siccome mi vengono i brividi a leggere il titolo di questo post, sappiate che è scritto sbagliato volutamente (non si sa mai!!!) 🙂

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Voi ancora non lo sapete, ma io di lavoro faccio il redattore in una casa editrice, quindi valuto e seguo proposte editoriali e correggo anche la parte grammaticale e di contenuto dei testi che pubblichiamo. Oggi mi è capitato di leggere questa frase nella prefazione di un libro che comincio a correggere ora, che non lascia presagire nulla di buono…:

“Nello scrivere questo libro ci siamo trovati di fronte a due scelte: privilegiare un discorso costruito e limato, con il pericolo di dire poco di nuovo, oppure assumersi il rischio del balbettamento, del farfugliamento e della relativa lentezza del pensiero espresso ad alta voce, che però può portare a qualcosa di inatteso o sconcertare i lettori abituati a costrutti più raffinati? Noi abbiamo privilegiato la seconda opzione.”

Considerando che si tratta di un libro che tratta di educazione, filosofia e antropologia, temo fortemente che con queste premesse avrò bisogno di tanti, ma tanti caffè per tenermi sveglia!!!!! Ma che accidenti c’era di male nel “privilegiare la prima ipotesi”? Per una volta avrebbero scritto un libro comprensibile anzichè il solito guazzabuglio di idee senza senso…

Torno mestamente al duro lavoro,

antropofilosoficamente vostra,

SM

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